Gli Scipioni A ROMA

LUCIO CORNELIO SCIPIONE BARBATO

– 12 maggio 2019 –

 Roma, nonostante la minaccia di pioggia con grande fiducia ci rechiamo verso l’ingresso principale del Sepolcro degli Scipioni sito in via San Sebastiano n.9, tratto di strada che ripercorre fedelmente l’antica via Appia al I° miglio. Ci troviamo a ca. 500 metri dal piazzale Numa Pompilio, dove qui un tempo vi era Porta Capena, oramai scomparsa, la quale segnava l’inizio della regina viarum, l’antica via Appia.

Note storiche

Ci troviamo nel Parco degli Scipioni, un’area di circa 16.000 mq compresa tra due antiche vie, l’antichissima via Latina e la via Appia. Il sepolcro si trova tra Porta S. Sebastiano e Piazzale Numa Pompilio, su questo affacciano le grandi terme di Caracalla, la Basilica di Sisto Vecchio, dove si incrociano importanti vie che portano all’Eur, a San Giovanni e verso il Tevere. Ancora a pochi metri ma dalla parte opposta intravediamo le Mura Aureliane e Porta San Sebastiano. L’intera zona toglie il fiato per la grande presenza del verde circostante che sembra proteggere ogni pietra, monumento e resti archeologici di antica età a ricordo della grandezza e importanza che gli antichi romani sin da subito attribuirono alla via Appia. Atmosfera che i romani conoscono bene, percorrendo in auto, molto meglio a piedi, l’antica via.

Gli Scipioni furono una estesa e numerosa famiglia dal ramo della gens Cornelia che a partire dal V secolo a.C. ebbero importanti ruoli pubblici, politici e soprattutto militari, infatti questa famiglia fu sostenitrice di una politica espansionistica romana nel Mediterraneo: Scipione Africano vince su Annibale nella seconda guerra punica; Scipione Emiliano trionfa a Cartagine nella terza guerra punica. Si deve al suo capostipite Lucio Cornelio Scipione Barbato, console romano nel 298 a.C., la costruzione del grande sepolcro monumentale in onore e ricordo della sua famiglia; qui sono proprio le sue spoglie a trovare riposo nel bellissimo sarcofago che ancora oggi si vede nel suo posto originario (è una copia fedele dell’originale presso i musei Vaticani) di fronte all’ingresso in fondo all’ingresso del  monumento. Innegabili sono le sue forme che ricordano gli altari della Magna Grecia.

L’intera area è ricca di antiche vestigia di diverse età, a testimonianza dell’uso prolungato per lunghi anni, tra cui una calcara di età medievale, molto simile a una fornace per la preparazione di materiali di edilizia, ahimé riutilizzando antichi marmi; un edificio funerario che sembra una piccola catacomba con ipogeo datato al IV sec d.C., considerato un edifico non comune per alcune particolarità costruttive ancora oggetto di studio; un bellissimo colombario ancora affrescato di cui sono visibili le olle cinerarie anche se mancanti di iscrizioni ma di grande interesse sia per gli affreschi sia per le ottime condizioni di conservazione dell’intera struttura. Gli esterni offrono una vista, che potremmo definire di “antichità romane”, che tanto attraeva viaggiatori, scrittori e poeti che a Roma trovarono un luogo ideale di ispirazione e in alcuni casi anche di sentimenti melanconici per un passato che più non c’è.

La visita

La guida, preparatissima – in questa occasione della sovrintendenza – ha introdotto sin da subito le varie fasi costruttive e abitative dell’area, aiutando i visitatori nel comprendere meglio l’origine e l’età delle numerose costruzioni sovrapposte l’una a l’altra, un colpo d’occhio di grande suggestione che non manca di spunti fotografici. L’interessante storia del ritrovamento del sepolcro, casuale come spesso accade a Roma, non lascerà delusi i visitatori, e le domande saranno numerose. Dopo la visita al sepolcro siamo passati al bellissimo colombario, si scende per pochi scalini, sito in un grande vano le cui pareti ospitano quasi del tutto le piccole celle. Risaliamo per recarci verso l’ingresso settecentesco, ad oggi chiuso per restauri, per visitare la piccola catacomba, si intravede solo dall’alto, scavata sulle pendici della collinetta dove si ipotizza vi fosse anche la grande villa degli Scipioni e il Tempio alle Tempeste voluto da Lucio Scipione. I caschetti gialli sono obbligatori ma solo all’interno sepolcro in quanto il soffitto in alcuni punti è basso, meglio prevenire qualche brutta testata.

La nostra guida archeologa è stata molto coinvolgente nel raccontare le vicende di questo luogo e di sicuro ha lasciato in molti di noi numerose curiosità da approfondire. La storia non finisce mai e il bello è che tocca a noi, come ad ogni futura generazione, scoprirla.

Vi aspettiamo nelle prossime date per visitare insieme questo importante luogo storico della grande Roma.

INFORMAZIONI

Indirizzo
Via di Porta San Sebastiano, 9, 00179 Roma RM

Orari
Solo su prenotazione e accompagnati

Ingresso
A pagamento
Gratuito su giornate speciali (AppiaDay)

Sito ufficiale
sepolcrodegliscipioni

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