Roma Via Flaminia

Malborghetto

Visita guidata storico archeologica

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In preparazione
Orario
[…]
Prenotare entro il:
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Dove
Roma
Via Barlassina, 1
(Via Flaminia Km 19,400)

Partecipanti*

Numero max: 20
Numero min: 10

*L'Associazione iLIVE si riserva la facoltà di annullare o modificare la visita in programma nel caso non venisse raggiunto il minimo di partecipanti previsto.

I nostri consigli

Percorso

Facile

Bambini

Si

Da sapere

All’interno dell’Arco si scende al
di sotto del suolo originale

Diversamente abili*

Percorso parzialmente accessibile

*Chiama l'Associazione per maggiori informazioni

Arco di Costantino a Malborghetto

Lo scontro tra due Imperatori per Roma e per la futura Chiesa

Il Casale Malborghetto è situtato al km 19 dell’antica Via Flaminia. Un documento del 1263 (un atto di vendita) è la più antica testimonianza che fa riferimento ad un borgo fortificato proprio a Malborghetto. Il luogo è da lungo tempo abitato con vari usi. Ma si deve proprio a Costantino il primo e breve insediamento, militare, che darà poi vita al Borgo e alla sua lunga storia abitativa e dei sui successivi riutilizzi. Nel medioevo venne riadattato a casale, erigendo nella sua area mura e torri di fortificazione, nascerà un piccolo Borgo, poi chiamato Borghetto o Borghetaccio, per chiamarsi fino ad oggi Malborghetto. Il Borgo fu abitato dai Colonna, dagli Orsini. Nel ‘600 vi fu allestita un’osteria, tappa obbligata per chi percorreva la Flamina, nel ‘700 divenne una Stazione di Posta.

Ma l’origine del Borgo ebbe inizio da una vicenda storica di grande importanza, lo scontro militare tra due grandi imperatori di Roma.

Le vicende storiche

[A.D. 312] Erano passati solo 60 giorni dalla resa di Verona alle truppe di Costantino, per prendere la decisione di liberare i romani da Massenzio: Marco Aurelio Valerio Massenzio si autoprocla imperatore, coregnante con Costantino, nel 306. Massenzio è riconosciuto come un uomo dedito a vizi e poco capace di governare, e per questo gli fu negata la dignità di Cesare che, al contrario, fu riconosciuta a Costantino; un merito mal digerito da Massenzio – “I vizi di Massenzio rendevano più illustri le virtù di Costantino”, scrisse il Edward Gibbon. Si racconta che l’ascesa al potere di Massenzio ebbe inizio dall’iniziativa di due Tribuni Pretoriani con il favore del popolo. La congiura determinò la morte del Prefetto della città e di alcuni magistrati rimasti fedeli ad Augusto Severo. Allora Massenzio, che negò la sua partecipazione alla congiura, si presentò al Senato con gli ornamenti Imperiali, e tra gli applausi del popolo, fu riconosciuto come salvatore del popolo e dell’onore di Roma.

La grande battaglia

Quando Costantino si avvicinò a Roma, a poche miglia da Roma, a ridosso della via Flaminia – un luogo ancora oggi chiamato Saxa Rubra – scoprì l’armata di Massenzio pronta a dargli battaglia. Ma la situazione di Massenzio era già compromessa e la battaglia a Saxa Rubra fu l’esito di una sconfitta annunciata. Nonostante l’inferiorità delle truppe di Costantino (il pagano Zosimo stima in 90.000 fanti e 8.000 i cavalieri di Costantino, e ben 170.000 i fanti e 18.000 i soldati a cavallo di Massenzio), forse più motivate e meglio preparate, – senza dimenticare la convinzione di Costantino di vincere a seguito del famoso sogno in cui gli viene prefigurata la vittoria se avesse dipinto la croce e la scritta “In hoc signo vinces” sugli scudi dei suoi soldati – Massenzio viene sconfitto, e in ritirata verso Roma perderà la vita annegando nel Tevere cadendo da Ponte Mollo (oggi Ponte Milvio). Si racconta che il suo corpo, affondato nel fango del fiume sotto il peso di scudi e armi, fu ritrovato il giorno seguente, e alla vista della sua testa il popolo si sentì finalmente libero per mano di Costantino.

La guerra fu persa da Massenzio non solo sul piano militare, ma anche sul piano del consenso popolare di Roma. Ma il vincitore non mostrerà un grande interesse per la città di Roma, non le ebbe mai, e questo creò ulteriori e difficili problemi per i cittadini romani, come racconta sempre il Gibbon: “L’abolimento totale delle guardie Pretoriane fu un atto di prudenza non meno che di vendetta. Quelle truppe superbe, delle quali aveva Massenzio restituito, ed anche aumentato il numero ed i privilegi, furon soppresse per sempre da Costantino. Il loro fortificato campo restò distrutto, ed i pochi Pretoriani, avanzati alla furia della strage, vennero dispersi fra le legioni, e confinati alle frontiere dell’Impero, dove potevano esser utili senza di venir nuovamente pericolosi che ordinariamente stavano alla difesa di Roma, Costantino diede il colpo fatale alla dignità del Senato e del Popolo; e la Capitale disarmata restò senza difesa, esposta agl’insulti e al disprezzo del suo lontano padrone”.

Gli storici ricordano la vittoria di Costantino su Massenzio, del 312 d.c., come una svolta di enorme importanza per la storia d’Italia, dell’Europa e della Chiesa. Indubbiante lo fu. Il Cristianesimo conquisterà la sua indiscussa autorità e libertà di culto come mai accadde in precedenza.

– Racconti –

« Vittorioso sui barbari e sui Britanni, Costantino decide di liberare Roma da Massenzio. Egli aderisce al cristianesimo ed ha alcune visioni sul cammino da percorrere e sull’adozione della Croce come emblema, il labaro. Diviene inoltre catecumeno e si dedica alla lettura delle Sacre Scritture. Frattanto Massenzio a Roma si comporta in modo tirannico. Ne derivano stragi, stregonerie e carestia. Ma, nello scontro con Costantino, gli eserciti di Massenzio sono sconfitti e lo stesso Massenzio muore sul ponte del fiume Tevere. Costantino si impadronisce di Roma e vi erige una statua. »

Eusebio di Cesarea (23-40).

Archeologia di Malborghetto

L’arco, l’antica via Flaminia, la chiesa, i riusi successivi nell’area interessata e visitabile nella bellissima e luminosa campagna romana.

Via Flaminia antica

L’Arco di Malborghetto era situato sulla via Flaminia.

Ceramiche

Reperti del tardo medioevo ritrovati dell’Area archeologica di Malborghetto.

Cippo commemorativo

Reperti pertinenti l’Area archeologica tra la via Flaminia, la via Cassia e la via Tiberina.

L’arco di Costantino a Malborghetto

L’arco è situato sulla Via Flaminia a pochi metri a nord dall’incrocio per Sacrofano. Si deve al Tobelmann l’ipotesi che l’Arco si stato eretto nel luogo dove Costantino organizzo l’accampamento militare, dove Costantino ebbe la visione in sogno della croce e la conseguente prima vittoria a Saxa Rubra su Massenzio. A seguito di recenti scavi e restauri e valutazione delle componenti costruttive rimaste visibili, la datazione della costruzione si avvicina a quanto affermato dal Tobelmann: metà del III sec. inizi del IV sec. E’ un Arco quadrifronte in opera laterizia a pianta rettangolare con fondazione in opus caementicium di notevole grandezza (50×40 piedi romani).

Il Casale di Malborghetto fu acquistato dallo Stato nel 1982, du eanni dopo sono stati avviate le prime indagini conoscitive dell’intera area e i lavori di restauro che ne hanno permesso l’accesso per i visitatori.

Malborghetto si trova a pochi chilometri da Roma, è luogo poco conosciuto ai molti e dai romani. E’ il luogo dove si sono svolti questi eventi epocali. Le sue tracce archeologiche, il suo silenzio, la bellezza della sua campagna ci consentono di rivivere questi eventi, al passo del racconto dalla nostra preziosa guida.

Arco di Costantino a Malborghetto – Ipotesi ricostruttiva del Töbelmann 

La via Flamina e la campagna romana

Casale Malborghetto si trova a pochi chilometri da Roma, poco conosciuto a molti e ai romani. E’ il luogo dove si sono svolti questi eventi epocali. Le sue tracce archeologiche, nel suo silenzio tra la bellezza della campagna cicostante ci consentono di rivivere questi eventi, al passo del racconto dalla nostra preziosa guida.

« Costantino si era accampato nelle vicinanze del Ponte Milvio. L’anniversario dell’ascesa al trono di Massenzio, il ventisette di ottobre, era vicino, e i suoi primi cinque anni di regno stavano avvicinandosi alla fine.
A Costantino in un sogno fu indicato di marcare il segno celestiale di Dio sugli scudi dei suoi soldati e così andare in battaglia. Egli fece come gli era stato ordinato e, con la lettera crociforme X dalla parte superiore piegata, segnò Cristo sugli scudi. Il suo esercito , armato con questo segno ingaggiò battaglia con il nemico e fu completamente vittorioso. »
– Lucio Cecilio Firmiano Lattanzio

La visita

La visita a Malborghetto richiede circa 1 ora e comprende sia il Casale, che include l’Arco di Costantino, sia tracce delle strutture tra cui l’antica via Flaminia. Non mancano panorami molto estesi della bellissima campagna romana che si estende su lievi colline che arrivano fino alla Via Cassia. Il luogo è ricco di luce e tranquillità che può ricordare una piacevole scampagnata tipica della Roma fuori porta.
La guida racconterà quanto sia accaduto in questo luogo tanto da far meritare a Costantino I un grande Arco commemorativo e l’importanza del luogo come terreno dove si è fatta parte della Storia d’Europa.

E’ possibile raggiungere Malborghetto in treno con le Ferrovie Roma Nord. La fermata è Sacrofano, situata a 100 metri dal Casale, con tempi di percorrenza di 1h e 37″, partendo dalla Stazione di Piazzale Flaminio.

La durata è di circa 1 ora e 30 minuti.

La nostra guida

Archeologo, storico dell’arte e guida turistica abilitata dalla Provincia di Roma, Lingue: Italiano, Inglese.

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