Roma

Ghetto Ebraico

Visita guidata storico archeologica

Prossime visite guidate

21 Marzo 2020

Orario

17.30 – 19.30

Prenotare entro il:

20 Marzo 2020

Dove

Roma
Isola Tiberina

Partecipanti*

Numero max: 15
Numero min: 10

*L'Associazione iLIVE si riserva la facoltà di annullare o modificare la visita in programma nel caso non venisse raggiunto il minimo di partecipanti previsto.

I nostri consigli

Percorso

Facile

Bambini

Si

Da sapere

Si parte dall’Isola Tiberina

Diversamente abili*

Accessibile

*Chiama l'Associazione per maggiori informazioni

Il Ghetto Ebraico di Roma

Dalla Roma Imperiale al ghetto in un intreccio unico al mondo

Una continuità abitativa a partire dai primi secoli dell’impero fino ai nostri giorni.
Il Ghetto ebraico, una piccola città nella città, conduce ad una suggestiva – non priva di toccanti emozioni – visita e memorie che hanno origine dal XVI secolo quando i primi ebrei, provenienti dalle diverse zone di Roma, ma anche dall’intera Italia e dalla popolazione in fuga dalla Spagna, trovarono un luogo dove stabilirsi e costruire una comunità.

NASCE IL Ghetto

La prima comunità di ebrei viveva a Roma già nel quartiere Trastevere, lungo una via che ne ricordava il nome Ruga Judaeorum, e sull’Isola Tiberina. Fu Papa Paolo IV (Gian Pietro Carafa) nel 1555 a istituire il primo ghetto ebraico di Roma nel rione Sant’Angelo – e contemporaneamente in altre città dello Stato Pontificio – definendone i confini e le tre porte di ingresso; su Piazza Giudea, a San Gregorio e a Sant’Angelo in Pescheria. Le porte di accesso al ghetto venivano chiuse dal tramonto fino all’alba sotto stretta vigilanza. La zona scelta fu infelice, oltre per il degrado degli edifici e delle strade, e al quasi assente igiene, soprattutto per le frequenti inondazioni; si racconta che via della Fiumara, a ridosso del Tevere, veniva quasi completamente invasa, e stessa sorte, se non peggio, toccava alle abitazioni che affacciavano alla via dove le sole forti piogge invadevano le abitazioni fino al terzo piano. Si legge in una guida del 1847 di Alessandro Ruffini “Via della Fiumara – Rione XI Sant’Angelo – fu così detto perché il fiume Tevere molto vicino a questa via non di rado nelle sue escrescenze la innonda a guisa di una Fiumara

L’ABOLIZIONE DEL GHETTO

Il ghetto di Roma ebbe vita fino al 1848, anno in cui Pio IX ne decretò l’abolizione. Nel 1870 fu permesso di aprire le porte del ghetto alla città, permettendo ai suoi abitanti, oltre 4600 persone, di uscire e circolare liberamente. Il Comune di Roma, in base al piano regolatore dell’epoca, decretò la distruzione del ghetto; si leggeva così nella relazione « il tollerare più oltre siffatto quartiere, sarebbe cosa contraria alla umanità e alla civiltà ». Nel 1885 il Comune mantenne l’impegno, e così furono abbattute vecchie abitazioni, mura fatiscenti, strade e purtroppo le storiche Cinque Scole, l’edificio costruito nel 1650 e situato nella piazza che ne prendeva il suo nome.

L’Isola Tiberina

Il percorso esterno al museo si snoda tra l’isola Tiberina, gli edifici e le strade del Ghetto ebraico. Si accede all’Isola Tiberina dal più antico ponte romano, il Ponte Fabricio ricco di eventi e storie a partire dalla sua costruzione nel 62 a.c.! La piccola isola del Tevere è nota per avere ospitato in epoca repubblicana romana il Tempio di Esculapio – si conservano ancora tracce del tempio -, il dio greco della medicina, e ancora oggi l’isola conserva la sua vocazione medica ospitando ben due ospedali: il Fatebenefratelli e l’Israelitico. L’isola fa parte del Rione Ripa, il XII di Roma.

Il luoghi del ghetto di Roma

La lunga storia degli ebrei a Roma da visitare parte dall’Isola Tiberina, proseguendo lungo il Ponte dei Quattro Capi, il Tempio, l’antico Portico d’Ottavia, il Teatro di Marcello, via della Reginella, Via di Sant’Ambrogio, Piazza Fontana delle Tartarughe, Via dei Funari, Via dei Cenci, Piazza delle Cinque Scole.  

ANTEPRIMA IMMAGINI GHETTO EBRAICO

– Racconti –

Sulla Fontana del Pianto in Piazza delle Cinque Scole così è scritto

« Anche gli Ebrei avessero refrigerio dell’acqua e abbellimento. »

 

– Gregorio XIII

Roma sparita: San Bartolomeo dei Vaccinari al ghetto

Una targa stradale in classico travertino segnala la via di San Bartolomeo dei Vaccinari, dove si trovava la chiesa dedicata al santo martire. Nel XVI la chiesa fu concessa alla confraternita dei Vaccinari: conciatori e cuoiai, che volgarmente venivano chiamati pellari o vaccinari, per la lavorazione di pellami dei bovino, questi chiamati comunemente vacca o vacchetta. I vaccinari diedero così vita nel 1552 alla confraternita di San Paolo dell’arte de’ Vaccinari, nella chiesa di San Paolino alla Regola, con il benestare di Papa Giulio III del Monte. Ma nel 1570 furono spostati da Pio V Ghislieri nell’antica chiesa di Santo Stefano protomartire in Silice, fondata sulla ripa del Tevere presso il ponte Quattro Capi. Tale decisone fu dovuta all’inquinamento che le concerie, anche presenti sul lato di Trastevere, provocavano alle acque del Tevere e intorno all’isola Tiberina. Da questo momento la confraternita prese il nome De’ SS. Bartolomeo e Stefano de’ Vaccinari alla Regola.

Filippo Titi, studiosi di pittura e architettura, elenca la presenza di dipinti nella chiesa di Nicolò Circignani (1530 c.-1596), detto il Pomarancio e di Francesco Ragusa (1655-1691). In seguito a ristrutturazioni tra il 1722 e il 1723 scomparvero gli affreschi di Pomarancio e di Ragusa, sostituiti da dipinti di Giacomo Zoboli (1681-1767) e di Michelangelo Cerruti (1663-1748). La chiesa fu in seguito demolita per dare spazio a via Arenula e ai grandi muraglioni del Tevere.

Visitare Il luoghi del ghetto di Roma

La lunga storia degli ebrei nel ghetto, lungo le sue strade, edifici, monumenti, iscrizioni, vicende, ricordi..

Via della Reginella

Si tratta della stradina tra le più caratteristiche e interessanti del ghetto ebraico di Roma, la quale mette in collegamento la prospicente Piazza Mattei con via del Portico di Ottavia. Anche se dalle sue origini non faceva parte del ghetto, fu interamente inserita dall’ottocento da Papa Leone XII. Divenne in poco tempo una delle strade del ghetto con la più alta concentrazione di abitanti e conseguente testimonianza delle enormi difficoltà di vita quotidiana.

Archeologia del Ghetto

Lungo Via della Reginella, come in altre strade del ghetto sono inglobati nelle mure delle abitazioni alcuni ornamenti e antichi reperti archeologici proveniente sempre dal ghetto ebraico di Roma. Interessanti Testimonianze dei culti e della storia degli abitanti del ghetto.

Cappella di Santa Maria del Carmine

Chiamato più comunemente Tempietto del Carmelo, è situato in Piazza Costagutti e fu eretto nel 1759 a protezione di un’immagine dedicata alla Santa da una famiglia di droghieri devoto all Vergine Maria.
La Cappella, e la zona antistante, fu successivamente utilizzata dai gesuiti per predicare nel tentativo di convertire gli ebrei del ghetto.

Il Tempio Maggiore

Il Tempio Maggiore fu edificato tra il 1901 e il 1904, sostituendo il precedente Tempio che andò distrutto nel 1893. Conserva al suo interno il suggestivo Tempio Spagnolo (o Sefardita) il quale vanta elementi architettonici realizzati con marmi pregiati con lavorazioni di alto livello.

IL MUSEO EBRAICO

La visita al museo ebraico di Roma non è priva di una toccante esperienza. Notevoli sono gli oggetti liturgici che fanno parte dell’antichissima tradizione ebraica. (N.B. La visita al museo non fa parte del programma).

« Il Ghetto, è un loco, al Tevere, vicino,
Da una parte, e dall’altra à Pescaria;
È un recinto di strade assai meschino,
Ch’è ombroso, e renne ancor malinconia.
Hà quattro gran portoni, e un portoncino;
Il dì s’apre, acciò el trafico ce sia,
Mà dalla sera inzino à giorno ciaro,
Lo tiè inserrato un sbirro portinaro. »
- Meo Patacca

Visitare il ghetto ebraico

Visiteremo insieme altri interessanti monumenti presenti nell’area: il Portico D’Ottavia; imponente complesso monumentale di epoca augustea, in epoca medioevale venne trasformato in un mercato del pesce; Piazza Mattei con la famosa Fontana delle Tartarughe. E perché no, con tempo a disposizione anche una puntatina nei locali della tipica cucina ebraica che offre gustosi piatti come i carciofi alla giudia o il tortino di alici con indivia.

La durata è di circa 2 ore.

La nostra guida

Storico dell’arte e guida turistica abilitata dalla Provincia di Roma, Lingue: Italiano, Inglese.

Costi e Prenotazioni per partecipante
Condizioni speciali

Costi per gli adulti

Biglietto ingresso al Museo/Sito/Mostra

gratuito €

Contributo Guida

10,00 €

Costi per ragazzi e minori
(minori accompagnati da un adulto)

Biglietto ingresso al Museo/Sito/Mostra

gratuito €

Contributo Guida

gratuito fino a 10 anni
5,00 € da 11 a 18 anni

Altri dettagli nell'email di prenotazione. La partecipazione è riservata ai Soci iLIVE.

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