Le leggende sul Celio sono storia

Visita Guidata

Il Celio

Un luogo ancora antico di Roma

IlCelio è uno dei sette colli di Roma: gli altri sono il Campidoglio, il Viminale, il Palatino, l’Aventino, il Quirinal e l’Esquilino. Il nome antico del Celio è “Mons Querquetulanus” il monte delle querce, in seguito prenderà il nome attuale derivante da “Caele” Caelius Vibenna, di Vulci, il quale sostenne e aiutò il re Servio Tullio, ad occupare il Celio e successivamente Roma. Sebbene sia probabilmente il meno conosciuto fra i sette colli di Roma, Il Celio rimane una delle aree più autentiche e ricche di storia e antichità.

Clivio Scauro

Il Clivus Scauri, il cui nome sembra derivare da un censore del 109 a.C., è l’unica strada antica della regione Celimontana ancora oggi riconoscibile in gran parte del suo tracciato originario. Molti dei monumenti antichi si affacciamo su questa strada che ripercorreremo alla scoperta delle sue vicende dell’antichità.

Case romane del Celio

Un complesso di edifici situato sotto la chiesa dei SS Giovanni e Paolo rappresenta una delle più antiche testimonianze di culti primitivi cristiani della città. Gli ambienti che visiteremo facevano parte di una grande Domus a più piani che nel tempo subirono diverse trasformazioni e integrazioni; parte di queste sono ancora visibili inglobate nelle strutture della chiesa e degli edifici adiacenti che rendono il Celio un luogo di Roma ancora oggi immerso nella sua mistica antichità tutta da scoprire. Si deve a Padre Lamberto e alla sua passione per i martiri Giovanni e Paolo, la scoperta e l’esplorazione dei sotterranei della basilica, luogo del martirio subito dai due fratelli, ufficiali della corte costantiniana e poi sepolti nella loro casa sul Celio sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata (361-363 d.C.). Successivamente e fino all’era moderna numerose indagini archeologiche furono condotte a partire dal 1913 dal padre passionista Lamberto e nel 1951, insieme all’architetto Prandi, portarono alla riscoperta dell’intero complesso della Domus. Nel 2002 i nuovi interventi di recupero, realizzati dal Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Soprintendenza Archeologica di Roma, la Soprintendenza per il Polo Museale romano e l’Istituto Centrale del Restauro, hanno permesso l’apertura al pubblico dell’importante e storico complesso archeologico che comprenderà, grazie a un recente restauro, l’Antiquarium, posto all’interno della Domus. E’ particolarmente interessante visitare questi ambienti per osservare le trasformazioni, ancora ben visibili dagli scavi a stratificazione, avvenute tra il II e la fine del IV d.C. che vedranno la loro conclusione con la costruzione della sovrastante basilica, una medesima condizione di archeologia a strati che interessa, con maggiore importanza, la storia del cristianesimo a Roma nell’antica Basilica di San Clemente, da questo luogo non molto lontano.

Chiesa Santi Giovanni e Paolo

Fondata su un « titulus » formatosi nella casa di due ufficiali di Costantino martirizzati nel 362, la basilica fu eretta tra la fine del IV e l’inizio del V sec. d.C. dal senatore Pammachio. Il nucleo della Chiesa subì danneggiamenti a causa di invasori, saccheggi e terremoti. Sotto Pasquale II fu riedificato il convento è iniziato il campanile, ultimato nel finire del XII sec. Successi restauri e rimaneggiamenti si susseguirono fino al 1950-52. Visiteremo l’interno della basilica che conserva, nell’altare maggiore, le reliquie dei santi, affreschi del Pomarancio (1588) e dipinti del XIII sec.

Il Tempio del Divo Claudio

Costruito da agrippina nel 54 d.C. in onore del divinizzato marito, il tempio di Claudio è uno dei più complessi e grandi edifici di tutta la regione. Fu in parte distrutto da Nerone allo scopo di sfruttare la splendida posizione del luogo per adattare un’ala della sua Domus Aurea. Dal lato opposto alla terrazza del Tempio è ancora visibile una magnifica struttura che hai spirato architetti e disegnatori di ogni tempo costituita da una duplice fila di arcate formata da grandi blocchi in travertino dietro la quale si apre una serie di ambienti realizzati in laterizi. Lo spessore di alcune di queste strutture murarie superano i 6 mt! Gli elementi del fronte presentano la caratteristica lavorazione a «bugnato rustico» tipica del periodo di Claudio.

« […] secondo autori etruschi Servio Tullio era stato in origine un personaggio chiamato Mastarna, fedelissimo sodalis e compagno di ogni avventura del duce Caelius Vivenna, del cui esercito variamente provato dagli eventi ed uscito dall’Etruria egli avrebbe condotto i resti ad occupare il Monte Celio; cambiato nome avrebbe poi ottenuto il regno di Roma con grande vantaggio per lo stato. » – Tavole di bronzo di Lione: annotazione dal discorso al senato dell’imperatore Claudio.

La Basilica Hilariana

Questa interessante Basilica fu eretta dal mercante di perle Manio Publicius Hilarus come edificio di culto della congregazione religiosa dei dendrofori, dedita ai culti di Magna Mater (Cibele) e Attis. Il suo collocamento storico rientra negli edifici pagani di culto eretti sul Celio. Scavi recenti della Soprintendenza Archeologica di Roma (1997) la riportano in gran parte in luce permettendo una realistica ricostruzione della sua planimetria che prevedeva un cortile centrale, ambienti di rappresentanza e altri di servizio. Si presentava agli ospiti con pavimenti decorati da mosaici in bianco nero. Numerose le ceramiche ritrovate accumulatesi con molta probabilità quando la Basilica venne confiscata nel V secolo, ponendo così fine al suo uso come luogo di culto. Gli archeologici propongono l’abbandono definitivo della Basilica a seguito del crollo delle sue strutture avvenute durante il terremoto del 618. La Basilica non è visitabile in quanto facente parte dell’attuale Ospedale militare, ma alcuni reperti sono visibili nella vicina Villa Celimontana.

« Montiamo ora sul monte Celio a visitare quella di S. Gregorio, rinnovata nel 1683 sopra il disegno del Soria. Eccola. Facciata a due ordini di pilastri, ionico e corinzio, con doppio portico ad archi d’ordine ionico. Interno a tre navate con 16 colonne quasi tutte di granito. » – Nuovissima guida di viaggiatori in Italia, 1842, Marcello Saporiti.

L’acquedotto Celimontano

Realizzato sotto Nerone con lo scopo di condurre l’acqua Claudia sul Celio. L’imperatore voleva alimentare dello stagno, i ninfei e la Domus Aurea, ma venne utilizzata anche per soddisfare gli abitanti del Celio, del Palatino, dell’Aventino, sostituendola alla Marcia e alla Giulia. Nel 201 d.C. l’acquedotto era in completo degrado tanto da costringere Settimo Severo e Caracalla a ricostruirlo quasi interamente. Da qui prese il nome di Arcus Caelemontani sostituendo il precedente nome Arcus Neroniani. Fu un progetto ardito e realizzato con grande ingegno e tecnica costruttiva, ancora oggi l’opera è conservata e visibile e desta grande ammirazione a ricordo di un grande impero che fece dell’acqua e delle strade una priorità per le proprie genti come pochi altri imperi nel mondo.

La visita

La visita guidata al Celio comprende altri siti e monumenti storici:

  • L’Arco di Dolabella e Silano
  • Villa Celimontana (parte)
  • Fontana Celimontana
  • S.Maria in Tempulo
  • La chiesa dei Santi Andrea e Gregorio

Le Case romane al Celio fanno parte di un secondo itinerario che prevede un biglietto di ingresso e un percorso quasi dedicato a questo sito. Se non indicato espressamente, la visita al Celio non prevede le Case romane.

« Non sarà fuor di luogo ricordare che quel monte sí chiamava in antico Quercetaio, essendo ricco e fertile di tali piante, e che piú tardi ebbe nome di Celio da Cele Vibenna, duce degli Etruschi, che per l’aiuto apportato ricevette quella sede da Tarquinio Prisco o da un altro dei re: sul nome infatti gli storici discordano. Non incerte sono invece tutte le altre notizie, cioè che quelle forze, assai numerose, si sparsero ad abitare la pianura e anche i luoghi prossimi al foro, e che dal nome degli stranieri fu denominato il Vico Tosco. »

- Tacito, Annali LXV

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Dove

Roma – Via Claudia

Orari della visita

Dalle – alle

Partecipanti

Numero massimo: 15 Numero minimo: 10

L’Associazione si riserva la facoltà di annullare o modificare la visita in programma nel caso non venisse raggiunto il numero minimo di partecipanti previsto.

Costi per gli adulti

● Biglietto ingresso al Museo/Sito/Mostra:
non previsto

● Contributo Guida:
10,00 €

Costi per ragazzi e minori

(minori accompagnati da un adulto)

● Biglietto ingresso Museo/Sito/Mostra:
non previsto

● Contributo Guida:
5,00 € da 11 a 18 anni
gratuito fino a 10 anni

Altre riduzioni

 

I nostri consigli

Percorso

Facile

Bambini

Si

Da sapere

Si scende nei sotterranei della Basilica

Diversamente abili*

Accessibilità parziale

*Chiama l’Associazione per maggiori informazioni
Altri dettagli nell’email di prenotazione
La partecipazione è riservata ai Soci

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Il Celio

Santo Stefano Rotondo al Celio →
 
« La storia di Roma pervade tutta l’area dell’antico Celio in un’atmosfera quasi fiabesca. Camminare lungo l’antico Clivio Scauro significa ripercorre luoghi prima leggendari ma poi confermati come storici di Re Etruschi, Cristiani, soldati e Imperatori che hanno scelto il Colle per viverci, tra semplici dimore e grandi palazzi. »

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