Roma e l'acqua nei suoi sotterranei

Visita Guidata

Il Vicus Caprarius

Una visita archeologica nel cuore di Roma

Ci troviamo nel sottosuolo della zona interessata da Fontana di Trevi. Infatti l’Acquedotto Vergine ancora oggi alimenta non solo la Fontana di Trevi, ma anche la fontana della Barcaccia a piazza di Spagna, da qui il nome “via dei Condotti” e la fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona. Alcuni imponenti resti costituiti da tre arcate in travertino dell’antico acquedotto sono visibili in via del Nazareno, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, dove è anche visibile l’iscrizione relativa al restauro eseguito dell’imperatore Claudio e i successivi interventi di Sisto IV.

l’Acquedotto Vergine

In ordine di realizzazione, l’aquedotto vergine (l’Acqua Virgo) è il sesto grande acquedotto realizzato dai romani dopo l’Appio, l’Anio Vetus, il Marcio, l’Aqua Tepula e la Iulia. Ha origine da alcune sorgenti che si trovavano nell’Agro Lucullano, a poca distanza dell’Aniene, presso l’VIII miglio della Via Collatina (località Salone). Interessanti i bacini di raccolta e le vene acquifere trovati sul posto che alimentavano una portata fino a 2.504 quinarie, circa 1.202 litri al secondo che arrivano in città. I romani si superano in quest’opera considerando il fatto che per ben 20 chilometri, l’acqua deve scorre ad una pendenza massima 30 centimetri per chilometro dalla sorgente, con un dislivello massimo di soli 6 metri per tutto il tragitto.

Una scoperta recente

La scoperta è avvenuta per caso tra il 2012 e 2013, durante la ristrutturazione del Palazzo della Rinascente in via del Tritone, che ha visto spuntare 15 grandi e bellissime arcate dell’Acquedotto Vergine, perfettamente visibili ai visitatori del centro. La scoperta ha permesso di ricostruire parte del percorso originario dell’acquedotto che interessa l’attuale via della Stamperia.

Il Vicus Caprarius

Come indica il nome si tratta di un’antico tratto stradale urbano situtato oggi nel rione Trevi, anticamente era adiacente all’antica Salaria Vetus. Oggi numerosi turisti passegggiano a loro insaputa sulle tracce di questo antica strada che nasconde nel suo sottosuolo straordinarie testimonianze della Roma imperiale neroniana, sono infatti visibili le antiche strutture delinsula, trasformata nel IV secolo in residenza nobiliare (domus) di cui sono stati trovati anche mosaici di elevato valore artistico a dimostrazione dell’importanza dei suoi proprietari.

Il castellum aquae dell’Acquedotto Vergine

Stanze e serbatoi, rivestiti in cocciopesto, sono satate identificate come castellum aquae (serbatoio idrico), dell’acquedotto Vergine, datate all’epoca adrianea.

La città dell’acqua

L’acqua è senza dubbio l’elemento che caratterizza maggiormente il Vicus Caprarius, ed il termine “Città dell’Acqua”, usato correntemente per definire il sito, è dovuto proprio alla sua presenza (sgorga dal sottosuolo e filtra attraverso le antiche murature in opera laterizia) ed alla funzione di alcune delle strutture portate alla luce. Dopo l’anno 123 d.C., infatti, una parte dell’edificio venne trasformata in un grande serbatoio idrico, con capacità stimabile in circa 150.000 litri, da identificarsi con un serbatoio di distribuzione dell’Acquedotto Vergine.

« Alle calende di gennaio il senato, convocato da Julius Frontinus, pretore urbano, assegnò ai tenenti, agli eserciti, e ai re, lodi e ringraziamenti. Le pretura di Tertius Giuliano fu ritirata con il pretesto che aveva abbandonato la sua legione quando era passato sotto le bandiere di Vespasiano, e Griphus Plozio lo sostituì. Hormus ricevette il titolo di cavaliere. Frontino aveva già abdicato quando Domiziano prese possesso del palazzo di giustizia » – Tacito, Storie, IV, XXXIX.

L’acqua Vergine, leggende e storie

L’Acquedotto fu voluto e costruito da Marco Vipsanio Agrippa che lo inaugurò nel 19 a.C,  tra le sue funzioni era quella di fornire l’acqua per l’impianto termale sito al Campo Marzio. Il nome “Acqua Vergine” è ricordato da un’antica leggenda secondo cui una fanciulla aveva indicato ai soldati di Agrippa il luogo esatto della sorgente, il Frontino racconta che nei pressi del bacino fosse presente un’edicola con l’immagine della ninfa delle sorgenti, da cui prese il nome, per gli storici una possibile spiegazione è che vuole indicare la purezza e la chiarezza dell’acqua, inoltre l’assenza di calcare nell’acqua ha permesso la conservazione delle condotte fino ai giorni nostri.

La visita

Visitare il Vicus Caprarius a pochi metri da Fontana di Trevi è un ritorno al grande passato di Roma. Una breve ma affascinante passeggiata a pochi metri dal livello stradale che fanno dimenticare la città moderna. Grandi mura, scale, atri, tratti stradali rendono la visita per gli appassionati un evento da ricordare e da approfondire. La visita è curata da un archeologo e storico dell’arte, grande conoscitore dell’intera area che segue da anni con molta attenzione e di cui ha scritto su editoria specializzata.

« E’ stato un grand’uomo tanto quanto gli è stato permesso di esserlo »

- Tacito su Sesto Giulio Frontino

PROSSIME VISITE

28 APRILE 2018

Prenotare entro il 26 Aprile

Per conoscere le prossime date iscriviti alla

Roma – Vicolo del Puttarello, 25

Durata e orari della visita

1 h 15′ – Dalle 20,00 alle 21,15

Partecipanti

Numero massimo: 20
Numero minimo: 10

L’Associazione si riserva di annullare o modificare la visita in programma nel caso non venisse raggiunto il numero minimo previsto di partecipanti.

Costi adulti

● Biglietto ingresso al Museo/Sito/Mostra:
3,00 €

● Contributo Guida:
6,00 €

Costi per ragazzi e minori
(minori accompagnati da un adulto)

● Biglietto ingresso al Museo/Sito/Mostra:
1,00 € studenti 14/18 anni
gratuito under 14

● Contributo Guida:
6,00 € da 11 a 18 anni
gratuito fino a 10 anni

Altre riduzioni

I nostri consigli

Percorso:
 facile

Bambini:
 Si

Da sapere:
 si scende sotto il livello stradale

Con disabilità:
 accessibilità limitata
(Chiama l’Associazione per maggiori informazioni)

Altri dettagli nell’email di prenotazione La partecipazione è riservata ai Soci

Mappa

del luogo della nostra visita

Calendario mensile di tutte le Visite guidate in programma.

Il Vicus Caprarius

Acquedotto romano di Segovia →
« Chi vorrà considerare con attenzione la quantità delle acque di uso pubblico per le terme, le piscine, le fontane, le case, i giardini suburbani, le ville; la distanza da cui l’acqua viene, i condotti che sono stati costruiti, i monti che sono stati perforati, le valli che sono state superate, dovrà riconoscere che nulla in tutto il mondo è mai esistito di più meraviglioso. »

– Plinio il Vecchio

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